Israel Hands giaceva contro il fianco della nave, sanguinante. Sembrava debole, ma i suoi occhi mi osservavano attentamente. 'Dammi qualcosa da bere, ragazzo,' supplicò. Trovai del vino e glielo diedi. Mentre beveva, studiai le vele e le corde. Dovevo portare questa nave in un luogo sicuro. 'Ti aiuterò a governarla,' offrì Hands. 'Tu mi dai da mangiare e delle bende, e io ti dirò cosa fare.' Non mi fidavo di lui, ma avevo bisogno delle sue conoscenze. Insieme, riuscimmo a mettere la nave sotto controllo. Hands mi disse di dirigere verso l'insenatura a nord. Là avremmo potuto arenare la nave in sicurezza. Il vento gonfiò le nostre vele, e procedemmo con costanza. Stavo al timone, sentendomi orgoglioso e coraggioso. Ma tenevo la mia pistola vicina e sorvegliavo Hands costantemente. Qualcosa nei suoi occhi mi rendeva nervoso. Man mano che ci avvicinavamo all'insenatura, sembrava riprendere forza. Lo vidi estrarre lentamente un coltello dalla cintura. Pensava che non stessi guardando, ma vidi tutto. Eravamo quasi alla spiaggia quando fece la sua mossa. Hands mi saltò addosso con il coltello alzato. Saltai di lato, ma era veloce nonostante la ferita. Estrassi la pistola e premetti il grilletto. Non successe nulla; la polvere era bagnata dagli spruzzi del mare. Hands rise e mi colpì di nuovo. Corsi verso l'albero e cominciai ad arrampicarmi. Hands mi seguì su, con il coltello tra i denti. Salii sempre più in alto, fino alla traversa. La nave sbandò improvvisamente quando urtò la sabbia. Quasi cademmo entrambi, ma ci tenemmo stretti. Mentre mi aggrappavo all'albero, ricaricai le mie pistole. Hands stava salendo di nuovo dietro di me. 'Un altro passo e sparo!' lo avvertii. Sogghignò malvagiamente e mi lanciò il suo coltello. La lama si conficcò nella mia spalla, inchiodandomi all'albero. Il dolore attraversò il mio braccio, ma non lasciai la presa. Senza pensare, sparai con entrambe le pistole. Israel Hands gridò e cadde dall'albero. Colpì l'acqua con un grande tonfo e affondò. Estrassi il coltello dalla mia spalla con un gemito. Il sangue colava lungo il mio braccio, ma la ferita non era profonda. Scesi con cautela e mi fasciai. La Hispaniola era arenata di traverso sulla sabbia. Era al sicuro ora, fuori dalla portata di Silver. Guadai fino a riva mentre il sole cominciava a tramontare. Il mio piano aveva funzionato meglio di quanto avessi sperato. Ora dovevo tornare alla palizzata e raccontare tutto ai miei amici. Camminai attraverso la foresta buia, guidato dalle stelle. Finalmente vidi la palizzata sulla collina davanti a me. Tutto era silenzioso; nessuno era di guardia. Strisciai dentro e mi feci strada a tentoni verso la capanna. Calpestai qualcuno che dormiva sul pavimento. Improvvisamente, una voce gridò nel buio. 'Pezzi da otto! Pezzi da otto!' Era il pappagallo di Silver, Capitan Flint. Qualcuno accese una luce, e vidi la verità. I pirati avevano conquistato la palizzata. Sei di loro mi circondarono con le armi pronte. Long John Silver sedeva nell'angolo, sorridendomi. 'Bene, bene,' disse dolcemente. 'Guarda chi è venuto a farci visita.'
B1Chapter 9 / 12500 words60 sentences
Capitolo 9: Israel Hands
Chapter 9 · L'isola del tesoro · B1 Italian. Tip: Click on any word while reading to see its translation. Take your time with each chapter and review the vocabulary before moving on.
Chapter Summary
Jim sale a bordo della Hispaniola alla deriva e trova Israel Hands ferito ma vivo. Accettano di lavorare insieme per arenare la nave, ma Hands progetta di uccidere Jim. Durante il loro combattimento mortale sull'albero, Jim spara a Hands proprio mentre il pirata lancia il suo coltello. Jim sopravvive e torna alla palizzata, solo per scoprire che è stata conquistata dai pirati.
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Comprehension Questions
4 questions
1
Perché Jim accettò di lavorare con Israel Hands?
2
Perché la pistola di Jim non sparò quando Hands lo attaccò?
3
Come sconfisse finalmente Jim Israel Hands?
4